Alla deriva…ma dove voglio

E’ fine estate e siamo rimasti in pochi. Il vento e le raffiche non mollano da un mese. Dopo qualche giorno su una deriva a due posti, l’istruttore acconsente a farmi provare il laser. Quando arrivo la mattina alla spiaggia per armare la barca sono carica come un leone.

La mia esperienza di vela è poca e raffazzonata, mentre rilevanti sono il mio entusiasmo e la mia determinazione.

Usciamo. Dietro di me, sul gommone, c’è l’istruttore che oltre a raccattarmi in caso di necessità mi suggerisce cosa fare. Non accetto compromessi, un’andatura tranquilla, io devo andare! Ma le raffiche non perdonano e sono sempre in mare. Imparo a non cadere in acqua e quando scuffio salto sul fianco della barca, poi sulla deriva, la rigiro e son dentro come prima. Così, tutto il giorno.

Alla sera quasi non cammino: ho le mani tagliate e sono tutta un livido ma non cedo. Mi sento un guerriero! Dopo qualche giorno esco dal canale: con la mia andatura circolare conquisto il mare aperto, l’orizzonte, il sole.

Ho i piedi alle cinghie e sono fuoribordo. E’ faticoso ma la barca plana e sto andando dove voglio. E sono felice, ogni volta che ci penso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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