Houston alla cieca

‘Houston, Houston alla cieca, parla la specialista di missione…che trasmette dal…sto per sganciarmi…ed ho un brutto presentimento su questa missione…mi ricorda una storia…lasciamo, lasciamo perdere la storia…per come la vedo io…può andare a finire solo in due modi…o io arrivo tutta intera e avrò una storia pazzesca da raccontare o prendo fuoco nei prossimi dieci minuti…o, comunque andrà a finire, non è stata colpa di nessuno perché, in ogni caso, sarà stato un grande viaggio. Sono Pronta’.*


Mi sono detta spesso parole simili durante molte avventure in montagna o in mare e, oggi, pensando alla vita di tutti i giorni, quando mi muovo faticosamente nel mondo cercando di costruire la mia strada…penso queste stesse parole: comunque andrà a finire, non è stata colpa di nessuno perché, in ogni caso, sarà stato un grande viaggio! Ovviamente spero per me in un finale come quello del film sopraccitato e non come quello del libro ‘L’eleganza del riccio’ di Muriel Barbery! Per quanto in entrambi ciò che conta è la consapevolezza di sé e la capacità di lasciare andare ciò che non serve e ci fa male.

*[dal film Gravity di Cuaron]

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