Vaccino contro l’infanzia

Un giorno al parco una bambina di 2 anni ha detto a suo nonno: ‘Vai via, voio quella bimba a giocare con me…bimba, vieni?’. La bimba a cui si riferiva ero io e avrei potuto essere la sua mamma.

Un’altra volta una bimba di 5 anni ha detto ai suoi genitori: ‘Ma quando torna la bambina che gioca?’. Sempre a me si riferiva.

Il tempo passa e continua a succedere di venir chiamata bimba dai piccoli. A pensarci bene ciò accade prevalentemente in contesti ludici non professionali. Quando lavoro, in effetti, mi chiamano anche ‘mamma’ oltre che ‘maestra’ o ‘dada’.

Ma, se normalmente ai bambini che parlano e dicono la verità viene da chiamarmi bimba anziché dada come usa da queste parti, in seduta di PR e destrutturati dal setting che invita al gioco spontaneo, mi riconosceranno come adulto? Saprò essere il riferimento di cui hanno bisogno?

Con i neonati forse funziono bene perché, oltre ad avere le competenze necessarie, l’empatia e la sensibilità fondamentali, ho pure smesso di fare il neonato! 

Evidentemente, però, faccio ancora la bambina…

Ci sarà un rimedio, che so, anche solo un vaccino obbligatorio, per questa malattia che è l’infanzia quando non l’hai fatta all’età giusta?

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