6.30 am

6.30 mi stringo nel piumino nero cercando di capire quanto ancora dovrò restare inchiodata su questa banchina.

L’asfalto fa il paio con il cielo, l’orizzonte annega nella nebbia, il respiro filtra attraverso la sciarpa e si condensa a contatto con l’aria.

Accanto a me c’è un uomo, indossa un completo Fumo di Londra, nella mano destra una valigetta in simil pelle nera; ha gli occhi di un vecchio Coker. Mi soffermo a guardargli le scarpe, hanno la punta arrotondata, le suole consumate, le impunture saltano a tratti; chi viene dalla provincia lo riconosci subito, segue le regole quel tanto che basta per mescolarsi nella grande metropoli, ma non arriva mai fino in fondo.

Mi accendo l’ultima sigaretta mentre cerco di scaldarmi le dita soffiandoci sopra. Una donna seduta sulla panchina picchietta sulla tastiera con lo smalto color cipria; gli angoli della bocca si piegano, il suo fondotinta la tradisce rivelando solchi rugosi.

La bestia di metallo arriva spedita, ci inghiotte e riparte; trovo un posto a sedere facendomi largo fra tre ragazze con la stessa collana di perle al collo. Dietro di noi una donna sudamericana guarda fuori dal finestrino, mentre un ragazzo sulla trentina legge fumetti sul suo laptop.

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5 Ottobre

Non c’è acqua corrente, i frigoriferi sono riciclati come tutto il resto in questa stanza; Perla il gatto mi sfila tra le gambe mentre il divisorio di legno recuperato lascia filtrare della luce in questa cucina senza finestre.

Barcellona, 5 Ottobre. Io, lui e una ferma intenzione; quella di fare il Salame al cioccolato.

Una goccia di sudore mi scende lungo la schiena, dispongo gli ingredienti evitando le macchie sul tavolo, scuoto la testa; a quanto pare in questa nazione non esiste il cioccolato in polvere senza zucchero.

J. fa comparire una pentola da non so dove per poi mettersi alla guida del carrello della spesa pieno zeppo di stoviglie ancora da lavare. “ Vado ad aprire la canna dell’acqua e poi torno.” “Maledetta mantequilla*.” Borbotto mentre apro la bombola del gas.

Dalla porta improvvisata entra Machucao. Con fare distratto si gratta la testa, sposta una ciocca di capelli cinerei dalla faccia, poi si pulisce le dita sul gilet color zafferano. Ciondolando si ferma di fianco a me guardandomi da capo a piedi; io sto maneggiando un coltello: “ Eres una Bruja**.” La lama resta a mezz’aria, non ricambio il suo sguardo, sorrido di sguincio.

*Mantequilla= Margarina **Eres una Bruja= Sei una strega

Cum-shot

Ci sono dei momenti della mia vita che definisco “PORNO”. Li chiamo così perché tutto sembra andare come in un film porno. Avete presente le scene tipiche dove due s’incontrano e dopo pochi convenevoli iniziano a scopare come matti ?! E mentre voi guardate queste scene pensate “Seee proprio come nella vita reale” ecco io ho dei periodi dove invece cose del genere mi capitano e non solo nel sesso anche se poi è proprio da lì che parte tutto. Mi spiego, quando mi capitano avventure sessuali improvvise, inaspettate e disinibite con persone che mai avrei pensato di … ecco che da lì si scatenano tutta una serie di eventi che toccano tutti gli aspetti della mia vita. Decisioni che erano in attesa di essere prese, treni o aerei che aspettavo di prenotare, svolte nel mio lavoro o nel modo di lavorare, il mio modo di cucinare e la curiosità verso nuovi generi letterari o cinematografici. E’ come uno tsunami o, per restare in tema, come un potente cum-shot, uno schizzo di liquido seminale e potenzialmente vitale che mentre sullo schermo s’infrange sul viso dell’attrice nella mia vita precipita in qualcosa che era fermo da tempo, in un terreno che non curavo più e che ha bisogno d’essere concimato e reso nuovamente fertile.

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