Indovina chi viene a cena

Ci avevo messo una quarantina di minuti buoni ad arrivare, cenavamo insieme quella sera; quando suonai il campanello mi aprì la porta un négligé trasparente color pervinca.

“Ciao, Bárbàra!”

“Oh, ciao, tutto bene?”

“Víeni, víeni, entra! Jessica si sta prèpáràndo.”

Sollevai la bottiglia di bianco che tenevo in mano, mentre i suoi capezzoli puntavano diritti la mia faccia sfidando la forza di gravità.

Alfio, in arte Petunia aveva sesant’anni, ma il suo corpo non mostrava cedimento alcuno, portava a spasso il suo metro e novanta atteggiandosi da regina, era stata Miss trans anni orsono e quando camminava era ancora come se portasse la fascia addosso. Le pareti verde limone riflettevano la luce colorando tutto ciò che ci circondava; entrammo in cucina dove le persiane erano rigorosamente tenute abbassate. Lei continuava a parlarmi con quel suo siciliano italianizzato.

“Oh, non volevo disturbare…”

“Ma no! CHIDDICI! Tanto un quarto d’ora e hanno fínìto. Ho fatto anche il súgò guarda!”

Alzò il coperchio controllando il pomodoro che stava sobbollendo. Intanto i rumori che provenivano dal bagno si erano arrestati.

“Oh, Maronna mia! Sono in ritardo! Questo mò viene e io non sono ancora pronta!”

Mi sedetti ed attesi.

 

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