Incontro ravvicinato del terzo tipo.

All’uscita della rotonda accelero, sono in ritardo…noooo: ALT, patente e libretto. Mai stata fermata dai carabinieri, così ho una certa soggezione ma la fretta smorza l’ansia.

Offro subito la patente ma non so niente di questo libretto. Mentre cerco nel cruscotto, ricordo vagamente la voce seccata di mia madre che dice: ‘Ho messo il libretto in casa. Ricordatelo!’ E la mia che risponde distratta: ‘Siii, va bene (non seccarmi)’.

Così comincio ad allungare al carabiniere qualsiasi libretto sperando nel suo aiuto e continuo a frugare affannosamente dappertutto, pure nel bagagliaio, mentre spiego che quella è la macchina di mia madre…che lei è in Grecia e che deve avermi detto di averlo tolto ma io non la sto mai a sentire…non posso neppure chiamarla e sono in ritardissimo dallo psicologo…ma poi, ‘E’ così importante questo libretto?’ dico io sconsolata e mortificata.

Il carabiniere si fa paterno e rassicurante: ‘Signorina, vada pure al suo appuntamento. La prossima volta però esca in tempo per non fare le corse e si faccia dire dalla mamma dove trovarlo perché se qualcuno la ferma potrebbe farle la multa’.

‘Oh, grazie, farò così. Scusi…ma se mi ferma chi potrebbe farmi la multa?’.

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